ESSERE CONSAPEVOLI O AVER COSCIENZA?

Quante parole, come “Coscienza” e “Consapevolezza” vengono utilizzate quotidianamente?

Sono entrate nel linguaggio usuale ma non ne conosciamo davvero il significato.

Vanno di moda, vengono utilizzate sui social e su whatsapp ma, leggendo tra le righe, si vede chiaramente che, in fondo, non se ne conosce il pieno senso. Ma abbiamo coscienza di non essere consapevoli del loro significato?

Coscienza, essere consapevoli, avere consapevolezza…

Ecco qui un esempio lampante di ciò di cui voglio scrivere oggi: coscienza e consapevolezza sono due parole che possono anche sembrare sinonimi ma che, a seconda del contesto da cui le si vuole guardare, possono anche prendere significati distinti.

Un’espressione che mi segue nel lavoro da molti anni è “consapevolezza del movimento”.
Queste parole sono un punto fermo di chi, come me, insegna Pilates. “Consapevolezza del movimento”…l’avrò detto centinaia di volte e l’ho sentito dire altrettante volte, da tutti.
Però non ho mai sentito dire da nessuno “Coscienza del movimento”. Allora possiamo già fare una prima distinzione in questo contesto, cioè  nel mondo del movimento.
Quando muoviamo il nostro corpo, siamo coscienti di aver spostato una parte di noi ma saremo consapevoli del nostro movimento solo se lo eseguiamo esattamente come desideriamo utilizzando un buon controllo motorio.
Mentre, se prendiamo in esempio un soggetto con una sindrome degenerativa, il più delle volte non è cosciente del proprio tremore alle mani, per esempio. Intendo dire che neppure si accorge di tremare. Ovviamente è solo un esempio.
 
Anche per quanto riguarda il respiro, possiamo dare la stessa definizione: siamo tutti coscienti di respirare ma non tutti sono consapevoli di trattenere spesso l’aria o di avere il respiro corto.

Per Daniel J. Siegel, docente di psichiatria, coscienza e consapevolezza sono attività cognitive distinte della nostra mente.

Andando ad analizzare il loro significato, possiamo definire che la coscienza ci permette di vivere e di interagire nell’ambiente che ci circonda, in relazione con ciò che c’è intorno a noi ma è la consapevolezza a fare la differenza perché è l’ingrediente che aggiunge colori e spessore al nostro essere nella vita. La consapevolezza ci permette di apprezzare le sfumature, di vedere le differenze, di valutare le alternative e definire qualcosa di diverso rispetto il solito.

Questo argomento mi piace moltissimo perché è la consapevolezza che permette alla mente di prendere una direzione piuttosto che un’altra.

Quindi la grande differenza è che l’essere coscienti accade e basta, mentre la consapevolezza è veicolata ed espande il nostro sentire. Quando si è consapevoli di ciò che si guarda, se ne notano i colori e le sfumature. 

E allora possiamo dire che la consapevolezza porta alla crescita di nuova coscienza, più ampia, come avviene quando si impara uno sport e si creano nuovi schemi motori che si aggiungono alle abilità precedenti. Quindi la coscienza si amplia attraverso la consapevolezza.

Man mano che ci si accorge di ciò che ci circonda, dell’evoluzione delle cose e di noi stessi, si crea nuova e preziosa consapevolezza pronta a diventare un nuovo punto fermo da cui generare nuovo cambiamento.

Basta solo avere il coraggio di accorgersi e cambiare.

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