Ci conosciamo tutti troppo poco: vi siete mai guardati allo specchio per conoscere la vostra postura?

Poche persone hanno davvero coscienza delle proprie movenze e della propria postura; pochi si rendono conto di come posizionano mani e piedi quando sono in relax o quando sono di fronte ad altre persone.

Siamo tutti sempre distanti dal nostro corpo e protratti verso altro, lontano da noi.

Da bimba iniziai a studiare danza classica e, non so se sia stata questa la causa scatenante o se sia proprio la mia indole, di sicuro sono sempre stata molto attenta al mio modo di muovermi; forse prechè in famiglia mi continuavano a ripetere che avevo il passo “pesante” e che facevo rumore quando camminavo. Ricordo bene che oltre a dover controllare come muovermi per fare la ballerina, guardavo spesso le vetrine per capire come camminavo, già nel periodo delle elementari.

A 17 anni, alla prima lezione di un corso di portamento, mi fecero camminare da sola, in mezzo a tutti i partecipanti che mi osservavano, e l’insegnante disse a voce alta: “non cammini male ma tieni i piedi a papera…fai danza, vero?”

…si, facevo danza e mi resi conto solo in quel momento che i piedi a papera quando non si balla non sono per nulla belli da vedere.

Poi, quando iniziai il mio percorso di formazione come tecnico posturale Pancafit®, è stata proprio questa attenzione al movimento e alla postura ad avermi aiutato a comprendere i cambiamenti strutturali avvenuti nel mio corpo in seguito all’attività che svolgevo e ad alcuni traumi fisici subiti (la frattura di una gamba ed un potente colpo sull’osso sacro), e quindi a comprendere meglio l’importanza di quanto mi stessero insegnando. Il mio vissuto era già un bagaglio per la mia esperienza formativa.

Oggi che alleno e riequilibrio la postura dei miei pazienti, mi accorgo che molti si meravigliano quando gli faccio notare gli atteggiamenti posturali che assumo, e solo in quel momento cominciano ad osservarsi allo specchio e a guardarsi veramente.

Molti pazienti, la volta successiva mi dicono “avevi ragione, mi sono accorto che…”.

E’ importante conoscersi, è importante ascoltare i messaggi del nostro corpo e prendere atto di cosa ha bisogno per poter stare meglio perché la postura è il risultato del nostro vissuto e rende visibili i punti di sofferenza del nostro corpo attraverso il nostro sistema muscolare.

Dobbiamo ricordare che la qualità della vita inizia proprio dalla libertà dal dolore e, quindi, è bene non abituarsi a sentire tensioni, dolori o fastidi che col tempo diventano cronici e che modificano la nostra percezione della vita.

2 commenti
  1. Antonymous
    Antonymous dice:

    Ciao.
    I piedi a “papera”, gli alluci che guardano verso l’esterno mentre camminiamo possono dare anche problemi, mi chiedevo, oltre che di estetica? Visto che molti ballerini e ballerine continuano a camminare in quel modo, se sì, dipende forse da quanto sono girati?

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    • valia
      valia dice:

      Buongiorno Anonymous,
      i “piedi a papera” possono essere conseguenza di diversi fattori: tensione sacro-lombare, trauma fisico o poca mobilità della caviglia ad esempio.
      Nei ballerini, la pratica costante dell’extra-rotazione dei femori, porta una postura che è conseguente all’attività svolta per così tante ore di pratica. Comunque ogni caso è soggettivo perché la posizione del piede può essere causa di problemi posturali (in questo caso bisognerà agire sul piede stesso), oppure effetto di un problema posturale situato in altra parte del corpo.
      Grazie per il tuo commento,
      Valia

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